CALTANISSETTA * La real maestranza

Raramente le celebrazioni religiose hanno un significato così profondo come i riti della Settimana Santa a Caltanissetta. Tutta la città li aspetta come una manna e in essi il sentimento religioso trova il punto più alto. Ricchi come sono di valori simbolici navigano tra folclore e pietà, tra la malinconia della Passione e la gioia della Resurrezione.

I riti iniziano il mattino del Mercoledì Santo con il corteo della Real Maestranza e, nel pomeriggio, con il corteo dei piccoli gruppi dei Sacri Misteri (Varicedde). Il Giovedì Santo si svolge la solenne processione dei Misteri e il Venerdì Santo la processione del Cristo Nero o Signore della città. Il mattino del mercoledì è un pullulare di gente che si prepara al primo atto. Le maestranze sono le antiche corporazioni di arti e mestieri, una volta dotate anche di poteri politici e giurisdizionali. Oggi sono riunite dal forte sentimento religioso. La prima caratteristica di questa rappresentazione è l’alto valore simbolico dei gesti. Le rappresentanze delle corporazioni (calzolai, carpentieri, fabbri, falegnami, pastai e mugnai, pittori, lattonieri, barbieri, scalpellini e marmisti, muratori) vestono con gli abiti scuri e i loro vessilli sono listati a lutto.

Il Capitano, che presiede il corteo, veste in marsina settecentesca, feluca con piuma nera, coccarda e sciarpa tricolore dalla quale pende uno spadino con elsa dorata. Egli, durante la prima parte del percorso, veste calze di seta, cravatta e guanti neri e porta in processione un crocifisso ricoperto da un velo nero. È il simbolo del dolore e dell’afflizione dell’intera popolazione. Marce funebri accompagnano il triste corteo. Arrivati in Cattedrale si compie l’atto di venerazione al Santissimo Sacramento per ottenere il perdono. Dopo l’atto penitenziale il cerimoniale muta radicalmente: il Capitano, interprete dei sentimenti della comunità, cambia le calze e i guanti neri in bianchi e le bandiere delle corporazioni vengono liberate dai simboli di lutto e disciolte al vento in segno di festa.

La processione, contrassegnata dalla gioia per la redenzione e la rigenerazione a nuova vita, riparte per le vie cittadine e a presiederla è il vescovo che reca il Santissimo. Nelle ore pomeridiane e serali si svolge la processione delle Varicedde (chiamate così per distinguerle da quelle più grandi che sfilano l’indomani). Anche queste sono legate alle tradizioni e ai sentimenti delle antiche corporazioni artigiane. I piccoli operai, i garzoni di bottega, gli apprendisti, che erano esclusi dalla partecipazione alle celebrazioni, per spirito di rivalsa all’inizio del secolo decisero di costituire dei piccoli gruppi. La processione dei Misteri del Giovedì Santo è per la città uno dei momenti più importanti dell’anno. I sedici Gruppi Sacri o Vare sono opere scultoree in cartapesta (costruite dai Bianciardi, padre e figlio, tra il 1883 e il 1909). Maestosi, riccamente adornati di fiori, sono esposti sin dal mattino per le vie del centro storico. A sera si raggruppano in piazza Garibaldi dove prende il via la processione. Ogni Vara è accompagnata da un gruppo bandistico e dagli uomini del ceto proprietario. A notte inoltrata i gruppi si dividono e il silenzio del Venerdì Santo, carico di significato, arriva. Di natura completamente diversa è la processione del venerdì che si contraddistingue per l’atmosfera di compostezza e partecipazione dei fedeli. Il piccolo Crocifisso di legno nero viene portato per le vie cittadine. Grande è la devozione dei nisseni nei suoi confronti. La Vara viene portata in processione dai “Fogliamara” (raccoglitori di verdura selvatica) che, scalzi, intonano per tutto il tragitto le lamintanze (canti sacri e litanie religioso-popolari sulla passione di Gesù). La processione è preceduta dalla Real Maestranza.

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LE VARE tratte dal sito    http://www.settimanasantacaltanissetta.it che vi invitiamo a visitare

La Cena / Numero personaggi: 13
Committenza e ceto di appartenenza originari: panettieri e fornai (questi ultimi dopo che si staccarono dal ceto dei mugnai nel 1885)
Gestione attuale: panificatori
Autore: Francesco e Vincenzo Biangardi
Anno di costruzione: 1885
Misure: mt. 5,00 x 3,00 x 2,00 (h)
Descrizione: il gruppo è la riproduzione plastica del Cenacolo di Leonardo da Vinci: il Cristo è seduto tra i dodici Apostoli, disposti su sgabelli attorno a un tavolo riuniti in tre gruppi: il Cristo è invece isolato, alla destra gli sta vicino l’apostolo Giovanni a cui Pietro parla all’orecchio, all’estremità sinistra è seduto Giuda
L’Orazione nell’Orto (“U Signori all’Ortu”) / Numero personaggi: 2
Committenza e ceto di appartenenza originari: pastai e mugnai compresi i panificatori che, nel 1885, formarono un ceto a parte con il gruppo della “Cena”
Gestione attuale: pastai e mugnai
Autore: Francesco e Vincenzo Biangardi
Anno di costruzione: 1884
Misure: mt. 2,00 x 1,80 x 3,00 (h)
Descrizione: Il Cristo si trova nell’Orto del Getsemani ed è inginocchiato: con lo sguardo rivolto al cielo, adora il Padre e prega; tra i rami di ulivo si vede un angelo che tiene in mano il calice della passione.
La Cattura / Numero personaggi: 5
Committenza e ceto di appartenenza originari: ortolani
Gestione attuale: eredi fam. Giunta
Autore: Francesco e Vincenzo Biangardi
Anno di costruzione: 1884
Misure: mt. 2,40 x 1,60 x 2,60 (h)
Descrizione: Giuda accompagna i soldati del Pretorio all’Orto di Getsemani dove il Cristo prega e viene catturato; Gesù sta di fronte a Giuda che porta la lanterna; un componente del Sinedrio si appresta a gettare addosso la corda a Gesù per catturarlo; due soldati mostrano un atteggiamento di soddisfazione per l’impresa
Il Sinedrio / Numero personaggi: 11
Committenza e ceto di appartenenza originari: lavoratori della miniera Testasecca
Gestione attuale: Municipio
Autore: Francesco e Vincenzo Biangardi
Anno di costruzione: 1886
Misure: mt. 3,70 x 3,20 x 4,00 (h)
Descrizione: il gruppo statuario è la trasposizione plastica del quadro “Il Consiglio di Chaifas” che esisteva nella chiesa Santa Maria degli Angeli; Chaifas ha un atteggiamento di comando e reca sul petto l’Efod, l’insegna con la quale si presentava Gesù durante i riti religiosi; attorno a Chaifas, i rappresentanti delle tribù giudaiche tengono in una mano una pergamena sulla quale è scritta la sentenza personale sulle colpe o meno del Signore; accanto a Gesù c’è un soldato armato di lancia.
La Flagellazione (“U Signori a culonna”) / Numero personaggi: 5
Committenza e ceto di appartenenza originari: lavoratori miniera Gessolungo
Gestione attuale: famiglia Cervellione
Autore: cominciata dai Biangardi nel 1888 e ultimata dai discepoli nel 1909
Anno di costruzione: 1888-1909
Misure: mt. 2,75 x 1,95 x 2,80 (h)
Descrizione: Gesù è legato ad una colonna mentre viene flagellato e insultato da due aguzzini; un giudeo è intento a preparare la corona di spine
L’Ecce Homo / Numero personaggi: 7
Committenza e ceto di appartenenza originari: pizzicagnoli e fruttivendoli
Gestione attuale: ortofrutticoli
Autore: Francesco Biangardi
Anno di costruzione: 1892
Misure: mt. 2,60 x 1,75 x 3,50 (h)
Descrizione: Gesù viene vestito da “re” ed è mostrato dalla terrazza del Pretorio al popolo che attende; Pilato è colto mentre esclama “Ecce Homo”; un personaggio, preso dalla forte rabbia, si morde la mano divorato dall’odio verso un Uomo (Gesù) che non conosce
La Condanna / Numero personaggi: 8
Committenza e ceto di appartenenza originari: lavoratori della miniera Trabonella
Gestione attuale: tipografi
Autore: Francesco Biangardi
Anno di costruzione: 1902
Misure: mt. 3,70 x 2,40 x 3,500 (h)
Descrizione: Pilato, sotto un baldacchino, seduto sul trono, si lava le mani: di fronte a lui è Gesù tra due giovani soldati romani, accanto un centurione che indica con la mano la strada del Calvario; un membro del Tribunale sta per leggere la sentenza con la quale Gesù viene condannato alla crocefissione; la sentenza è redatta da un personaggio che ha un atteggiamento di pietà e commiserazione verso il Signore
La Prima Caduta / Numero personaggi: 3
Committenza e ceto di appartenenza originari: congregati di Santa Lucia
Gestione attuale: marmisti
Autore: Francesco e Vincenzo Biangardi
Anno di costruzione: 1886
Misure: mt. 2,50 x 1,90 x 2,80 (h)
Descrizione: Gesù con lo sguardo stanco cade sotto il peso della croce; un soldato munito di lancia lo costringe ad alzarsi, mentre un altro personaggio (che rappresenta il popolo) con molto disprezzo lo aiuta a reggere la croce soltanto per andare avanti nella strada che porta al Calvario
Il Cireneo / Numero personaggi: 4
Committenza e ceto di appartenenza originari: gessai
Gestione attuale: famiglia Cannarozzo
Autore: Francesco e Vincenzo Biangardi
Anno di costruzione: 1886
Misure: mt. 2,85 x 1,95 x 3,00 (h)
Descrizione: Simone di Cirene (detto il Cireneo), stanco dei lavori di campagna e con lo sguardo di colui che non sa cosa stia accadendo attorno a lui, viene obbligato ad aiutare Gesù a portare la croce; Gesù, rappresentato stanco e sofferente, volge al Cireneo lo sguardo benedicente
La Veronica / Numero personaggi: 4
Committenza e ceto di appartenenza originari: lavoratori miniera Gessolungo (come ringraziamento dei superstiti scampati alla sciagura del 12 novembre 1881 in cui perirono 66 minatori)
Gestione attuale: Lega Sacra “San Michele”
Autore: Francesco e Vincenzo Biangardi
Anno di costruzione: 1883
Misure: mt. 2,50 x 1,50 x 2,20 (h)
Descrizione: il gruppo statuario rappresenta l’incontro tra Gesù e la Veronica che gli asciuga il volto macchiato di sangue; il Signore, con lo sguardo, si compiace del gesto della donna e la benedice; dietro c’è un soldato romano con atteggiamenti rozzi e rabbiosi, con la frusta in mano, pronto a colpire Gesù
La Crocifissione / Numero personaggi: 5
Committenza e ceto di appartenenza originari: macellai
Gestione attuale: macellai
Autore: Francesco e Vincenzo Biangardi
Anno di costruzione: 1888
Misure: mt. 2,00 x 1,50 x 4,40 (h)
Descrizione: nel gruppo statuario risalta la figura del Cristo sulla croce con il capo reclinato sul petto; ai piedi della croce vi è Maria straziata dal dolore, Maria Maddalena che abbraccia la croce con profonda venerazione, e Giovanni che, distrutto dal dolore, contempla la croce santificata del martirio del Signore
La Deposizione (“Scinnenza”) / Numero personaggi: 9
Committenza e ceto di appartenenza originari: lavoratori della miniera Tumminelli
Gestione attuale: sindacato Tessuti e Abbigliamento della Confcommercio
Autore: Francesco e Vincenzo Biangardi
Anno di costruzione: 1885
Misure: mt. 3,00 x 2,60 x 4,20 (h)
Descrizione: il gruppo statuario è la trasposizione tridimensionale del quadro di Rubens custodito nella Cattedrale di Anversa: i personaggi sono aggrappati sulle scale hanno i volti esasperati; del Cristo, ormai schiodato, è affidato alle cure amorevoli di Giuseppe d’Arimatea e Nicodemo, che in bilico sulle scale, lo sorreggono per scenderlo dalla croce; Maria, distrutta dal dolore, assiste alla straziante scena; al suo fianco Maria di Cleofe e Maria Maddalena che, prostrata, accarezza con profonda vede i piedi del Signore
La Pietà / Numero personaggi: 4
Committenza e ceto di appartenenza originari: ceto dei “burgisi”
Gestione attuale: Banca di Credito Cooperativo “San Michele”
Autore: Francesco e Vincenzo Biangardi
Anno di costruzione: 1888
Misure: mt. 2,50 x 1,85 x 3,70 (h)
Descrizione: Gesù, deposto dalla croce, viene adagiato sulle ginocchia della Madre; a sinistra vi è Giovanni, mentre Maria Maddalena, con profonda devozione, prende fra le sue mani quelle del Signore
La Traslazione “Cunnuciuta a lu santu sepulcru” / Nr personaggi: 6
Committenza e ceto di appartenenza originari: associazione della Candelora – Murifabbri
Gestione attuale: unione muratori
Autore: Scuola napoletana (Fittipaldi)
Anno di costruzione: 1853
Misure: mt. 2,60 x 1,60 x 2,20 (h)
Descrizione: il gruppo statuario è ispirato al quadro di Polidoro da Caravaggio (Napoli) e allo stesso Caravaggio (Santa Maria in Vallicealla, Roma): tutti i personaggi rappresentati sono straziati dal dolore; Giuseppe d’Arimatea e Nicodemo tengono sospeso il corpo del Signore avvolto nella Sindone, mentre le Pie Donne stanno loro attorno; la Madonna ha gli occhi rivolti verso il cielo e invoca la misericordia di Dio; Marta e Maria Maddalena mostrano lo sguardo di chi ha subito un trauma; il motivo più commovente di questo gruppo statuario è certamente il braccio penzolante del Cristo, che sembra vibrare ancora di vita
La Sacra Urna / Numero personaggi: 2
Committenza e ceto di appartenenza originari: Clero e civili
Gestione attuale: Congregazione dei Cavalieri San Filippo Neri (1690-1983)
Autore: Francesco e Vincenzo Biangardi
Anno di costruzione: 1882
Misure: mt. 1,80 x 2,50 x 3,50 (h)
Descrizione: il Cristo morto è collocato dentro un’urna è ispirato al Cristo custodito nella cappella San Severo di Napoli, opera dello scultore Sammartino: l’urna è stata ricavata da una vecchia carrozza appartenente alla Magistratura Comunale nissena ed è intagliata e ricoperta do oro zecchino; l’urna – poggiata su quattro zampe di leone – è sormontata da un Angelo, che tiene un nastro bianco con la scritta “Erit sepulcrum eius gloriosum”; ai lati dell’urna quattro puttini, portanti gli strumenti principali adoperati per la crocefissione del Nazareno; il Cristo è adagiato su un letto di velluto, impreziosito da ricami in oro
L’Addolorata (“L’Addulurata”) / Numero personaggi: 1
Committenza e ceto di appartenenza originari: sensali, vinai, carrettieri
Gestione attuale: unione autotrasportatori
Autore: Francesco Biangardi
Anno di costruzione: 1896
Misure: mt. 1,50 x 1,50 x 2,00 (h)
Descrizione: la Madonna è raffigurata con il volto stanco ed è segnata da una profonda solitudine, è avvolta in un manto di velluto nero con bordature e rose in oro: tiene tra le mani un fazzoletto in stoffa con ricami tradizionali, mentre sul petto un pugnale le trafigge il cuore; ai piedi della statua è sistemato un cuscinetto di velluto nero con piccole bordature in oro per collocare denaro e oggetti devozionali in oro; sotto questo cuscinetto è collocata una cassetta in vetro con intelaiatura in legno contenente denaro. La statua originale del Biangardi si è distrutta in un incendio del 1905; soltanto il viso è quello originario, il resto è stato integrato nel 1973: il vestito della Madonna è di raso viola con piccole bordature in oro

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