CORLEONE (Pa) * Il venerdì santo

La manifestazione  è realizzata in collaborazione con il comitato “Venerdì Santo a Corleone”, formato dai rappresentanti di tutte le Confraternite che vi partecipano.

Alcuni colpi di mortaretto accolgono il corpo del Cristo all’uscita dalla Chiesa.
Il simulacro del Cristo, adagiato su un lenzuolo bianco, viene condotto verso il luogo della crocifissione dai sacerdoti.
Alla mesta processione partecipano i numerosi membri delle confraternite ‘Bianche’, Il loro nome deriva dal colore del cosiddetto “cammìsu”, il lungo camice di lino indossato dai “fratelli”, che hanno il capo coperto da un cappuccio la cui estremità superiore è pieghettata a ventaglio. Il diverso colore della mantella distingue le confraternite
La processione viene guidata dalla ‘Grande Croce’ due fanali, che la affiancano, simboleggiano la luce divina che si inoltra nelle vie del mondo lungo la strada che porta al Calvario.
In origine prendevano parte alla processione nove confraternite. Oggi solo quattro vi partecipano. Quelle di “Maria SS. del Carmelo”, si distinguono dal colore marrone dell’abitino ed anch’essi portano una croce da cui pende una lunga benda bianca , dei “Santi Elena e Costantino”, dei “Santi Giuseppe d’Arimatea e Nicodemo”, e dei “Bianchi dell’Ospedale”
Il corteo giunge alla sommità del colle dove è issata la Croce. Due sacerdoti salgono sulle scale appoggiate alla croce. Cristo viene issato lentamente e inchiodato.
I fedeli, che numerosi assiepano e circondano il colle, assistono commossi. E intonano tristi canti.
Colpi di tamburo si odono, mentre lunghe ombre già incombono sul paese. Si appressa l’ora delle Deposizione.
La ‘Grande Croce’ nera guida il corteo delle confraternite che salgono al Calvario: ‘Madonna del Carmelo’, ‘Santi Elena e Costantino’, San Giuseppe D’Arimatea e Nicodemo’, dei Bianchi.
La statua, posta sul lenzuolo bianco, viene portata a valle questa volta dai confrati percorrendo al contrario l’itinerario fatto di giorno. Il passo, lento, segue le cadenze della musica. I fedeli seguono commossi.
Al suono della banda si sovrappone ora il caratteristico rumore della ‘troccola’ che detta i tempi per l’uscita del simulacro dell’Addolorata dal suo Tempio.
Lo sparo di una potente ‘maschiata’ suggella il toccante momento, a testimoniare e rappresentare l’immenso dolore della Madre per la morte del Figlio.
Il Cristo Deposto viene adagiato nella navata della vicina piccola Chiesa di San Nicolò. Fuori, i fedeli attendono l’uscita dalla chiesa della semplice ‘vara’ con il Cristo Morto, adorna di fiori e sormontata da una palma.
Tutto è pronto per la lunga processione. E’ già sera quando, lentamente, il corteo si avvia dallo slargo.La processione è aperta dai devoti, che si dispongono su due file e recano in mano i ceri accesi…
Alcuni confrati precedono la vara del Cristo Morto. Altri la portano a spalla, facendo ondeggiare la palma che la sovrasta.
Le Serve di Maria e i confrati dell’Addolorata con le lampade accese precedono la disadorna statua dell’Addolorata, portata a spalla. La processione si conclude quando è già passata la mezzanotte. Il simulacro del Cristo rientra nella Chiesa di San Nicolò.
Qualche minuto dopo, sullo slargo sopraggiunge il simulacro dell’Addolorata, che viene accolto dallo sparo di mortaretti che vengono fatti brillare sotto la Rocca Sottana, la cui parete viene illuminata a giorno creando un suggestivo effetto scenico.
Ora anche il simulacro dell’Addolorata può rientrare nella chiesa da dove era uscito.
La lunga giornata si conclude con un’ultima toccante scena: nella Chiesa di San Nicolò i confrati si dispongono a cerchio attorno al Cristo Morto. Inizia il rito del ‘bacia piedi’. E’ il popolo dei devoti a genuflettersi per primo. Poi, è la volta dei confrati ‘bianchi’.
Sul paese non si odono più i rimbombi dei mortaretti e il silenzio del lutto regnerà sovrano fino alla mezzanotte del sabato, quando le campane e la solenne messa annunceranno che Cristo è risorto. Nel giorno di Pasqua, il giorno della vita, l’incoronazione del simulacro della Vergine e la benedizione dei Fiori suggelleranno la gioia per la Resurrezione e concluderanno i riti della Settimana Santa.

 


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