ERICE (Tp) * La processione dei Misteri

Contemporaneamente alla processione di Trapani, si svolge nell’affascinante borgo medievale di Erice, una più ridotta ma non per questo meno suggestiva Processione dei Misteri.
L’origine della processione va ricercata nella seconda metà del ‘500, quando si soleva rappresentare la Passione di Cristo con rappresentazioni sceniche teatrali.
Le notizie più antiche in merito alla casazza ericina risalgono al 1742 ed in tale occasione parteciparono alla rappresentazione animata 55 personaggi. Si trattava di rappresentazione “teatrale” con la recitazione di brani dall’Antico e Nuovo Testamento o gruppi viventi raffiguranti la passione di Cristo.
Teatro della rappresentazione era il sagrato della Chiesa dell’Addolorata e da lì i ” personaggi ” muovevano verso le quattro chiese parrocchiali ( S.Antonio, S.Cataldo, S. Giuliano ed il Duomo ), all’interno delle quali riprendevano la rappresentazione. Nel 1749 si tenne la più grandiosa rappresentazione con ben109 personaggi, mentre è del 1753 un documento che cita la ” Processione della Madre della Pietà ” evidenziando come la statua di Maria possa definirsi tra le prime ad essere realizzate per la processione ericina.

I ” personaggi ” erano seguiti dalla statua di Maria Addolorata, dall’ Urna contenente il corpo di Cristo e dai ” vattenti ” che si percuotevano duramente il corpo e dal clero in abiti penitenziali, con corone di spine in testa e corde al collo.
Nel 1762 abbiamo i primi documenti scritti che ci parlano di “statue lignee” ed è da notare che il numero dei personaggi viventi diminuisce drasticamente a causa degli elevati costi per riprodurre scenicamente tale rappresentazione.
Nel frattempo, la Chiesa cominciava a non tollerare i riti corporali della fustigazione della carne e veniva al contempo abolita l’entrata nelle chiese di qualsivoglia processione, segnando la fine dei riti delle casazze.
L’ultima processione nella quale comparvero dei “personaggi” fu quella del 18 aprile 1851 che iniziò alle ore 20 per concludersi tre ore dopo.
L’uso dei ” vattenti ” venne definitivamente vietato intorno nel 1856 su disposizione del vescovo di Trapani, Mons.Ciccolo Rinaldi che proibì tali tragiche rappresentazioni nel capoluogo.
Col passare degli anni, ai personaggi si sostituirono pertanto gruppi scultorei in legno, le cui fattezze e movenze furono largamente ispirati a quelli trapanesi, anche se di più piccole dimensioni.

La processione prende avvio nel pomeriggio del Venerdì Santo dalla quattrocentesca chiesa di S.Orsola, detta dell’Addolorata; ad aprirla sono i frati della Congregazione del Purgatorio che indossano la tunica bianca ricamata di rosso.
I ” misteri ” portati a spalla, decorati e illuminati sobriamente, si allineano dinnanzi al sagrato della chiesa, lungo la via erta e scoscesa che conduce verso piazzetta del Carmine e da lì attraverso le suggestive e affascinanti strade ericine, nell’antico lastricato e nella nebbia che spesso magicamente li avvolge, iniziano il loro piccolo ma intenso itinerario, sino al rientro nelle prime ore della serata.
I gruppi sono sei e curati dalle Maestranze cittadine. Vengono condotti anch’essi a spalla e durante la sosta, così come anticamente avveniva a Trapani, sono appoggiati su ” forcelle “.
E’ da sottolineare che a differenza della processione trapanese, que1la ericina percorre sempre lo stesso antico e storico itinerario, un esempio che nel capoluogo abbagliato dal progresso, è stato tristemente abbandonato.

 

 

 

 

 

 

 

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