MARSALA * La via Crucis vivente

Lo spettatore abituato a una religiosità profonda potrebbe restare sorpreso dal carattere teatrale dell’evento dove i personaggi agiscono come attori. Però la forza e la bellezza della manifestazione è proprio questa: nel farsi popolare e trasformare valori e sentimenti in gesti, espressioni, atteggiamenti comprensibili alla gente che li guarda e che ne diventa partecipe con la commozione e la pietà. Le sue origini sono secolari (tra la fine del Cinquecento e gli inizi del Seicento) e fanno parte di quelle manifestazioni che subirono nuovi impulsi dopo il Concilio di Trento (1563), che con la Controriforma avviò un rafforzamento dei principi religiosi intorno alla rivitalizzazione dei riti della tradizione cattolica.

La processione è formata da sei gruppi (cinque animati e uno, il Cristo morto, inanimato) che rivisitano alcuni momenti della Via Crucis.

Tutti i personaggi sono in costumi d’epoca e recitano a viso scoperto, tranne quelli che impersonano il Cristo (a parte quando è con gli apostoli e in croce). I gruppi sono preceduti da un trombettiere e da un tamburino in costume che richiamano l’attenzione degli spettatori. A ruota seguono i bambini e le bambine (alcuni così piccoli da essere portati in braccio dai genitori) e ragazze in splendidi costumi con corone d’oro in testa.

Il primo gruppo è quello di “Gesù con gli apostoli”. Il secondo (“la cattura di Gesù”) è formato da giudei con lanterna, dai soldati di Caifa, da Pietro e altri due apostoli, da un ragazzo col gallo e da Caifa con quattro ministri. “Gesù dinanzi a Erode” è il terzo gruppo formato anch’esso da decine di comparse tra cui Gesù, lancieri, giudei, Erode con i suoi ministri e paggi, sua moglie Erodiade con le ancelle. Il quarto gruppo è quello di “Gesù dinanzi a Pilato”, ancora con soldati romani, littori, lancieri, centurione a cavallo con i paggi, Barabba, l’Ecce Homo, Pilato con i ministri e i cerimonieri e la moglie Claudia con le ancelle. È il momento delle scene più tragiche di tutta la rappresentazione: le cadute sotto il peso della croce, la salita di Gesù sul Calvario, la crocifissione e la deposizione.

Il Cristo è costretto a portare la pesante croce e, legato alla cintola con una grossa fune, viene tirato con forza da un giudeo, ma, stanco per il grande sforzo, cade ripetutamente. Sopraggiungono, allora, il Cireneo che lo aiuta e la Veronica, con le ancelle in splendide vesti e corone d’oro sulla testa, che rinnova la scena di asciugargli il volto. La Madre di Gesù e le pie donne seguono il triste evento. A passo lento si arriva al Golgota dove il Cristo, insieme ai ladroni, viene crocifisso e poi deposto. Tantissime sono le comparse di questo gruppo. L’ultimo gruppo è il “Gesù morto”. Il corteo è aperto da alcune ragazze vestite di nero che portano un lungo lenzuolo. Subito dopo seguono la lettiga del Cristo morto portata dalle consorelle della confraternita Sant’ Anna (che cura tutta l’organizzazione della manifestazione), il simulacro dell’ Addolorata portato dai confrati e, dietro il baldacchino, la banda musicale e le autorità civili e militari. Inutile dire che per tutto il tragitto della processione migliaia di spettattori assistono con partecipazione e attenzione. Fedeli, curiosi e turisti si mescolano facendo da ala silenziosa al passaggio della processione.

 

 

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